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Politica

6 Giugno 2024

Ultimo aggiornamento: 16:07 del 6 Giugno 2024

“Servono più immigrati? I dati non lo dicono”. Meloni contro il governatore di Bankitalia, ma demografi e aziende gli danno ragione

di F. Q.
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“Si figuri se non capisco questo problema, però i dati non dicono questo“. La premier Giorgia Meloni non ha dubbi: mercoledì, rispondendo a una domanda del direttore del TgLa7 Enrico Mentana, ha contestato il contenuto delle considerazioni del governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta sulla necessità di un ingresso di immigrati regolari molto più ampio di quelle che sono le stime dell’Istat per controbilanciare l’effetto del calo demografico. La leader di Fratelli d’Italia non ha portato però evidenze differenti rispetto a quelle su cui ha ragionato l’economista scelto lo scorso anno dal governo per guidare via Nazionale. Si è limitata a rivendicare ancora una volta di aver “scoperto” e denunciato i guasti del decreto Flussi, in realtà noti da anni. Ha insomma cambiato discorso.
A confermare la versione di Panetta sono però – oltre alle analisi di via Nazionale – i principali demografi italiani: da Alessandro Rosina, che da anni predica la necessità di incentivare la natalità e nel frattempo allargare la forza lavoro anche con gli stranieri in ragione di “almeno 300-400mila l’anno“, a Francesco Billari, rettore della Bocconi, che stima in 450mila – contro i 350mila previsti ogni anno dall’Istat nel prossimo decennio – gli ingressi annui indispensabili per contenere il calo della popolazione destinata in caso contrario a scendere a 58,1 milioni nel 2030 e 45,8 nel 2080. E soprattutto il crollo del numero di italiani 30-34enni, giovani adulti che si avviano verso l’apice della vita attiva.
I primi a sapere che senza lavoratori immigrati l’economia italiana si fermerebbe sono peraltro gli imprenditori, importante bacino elettorale per il centrodestra. Al netto di truffe e raggiri di cui sono vittime gli aspiranti lavoratori, causa assenza di controlli, ogni anno le richieste di permessi sulla base del decreto flussi sono fino a tre volte le quote disponibili e spesso vengono rilasciati meno nulla osta rispetto ai posti, lasciando inutilizzate migliaia di quote. Per il 2024 sono state previste solo 151.000 quote di ingresso in Italia di cui 89mila per il lavoro subordinato stagionale, nonostante la richiesta da parte delle sole aziende agricole ammonti a circa 100mila stagionali ogni anno.

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Adn Kronos
  • 22:41 - Inps, Santangelo: "A Meeting Rimini non solo presenza istituzionale, nascono idee e progetti"

    Roma, 23 ago. (Adnkronos) - "La presenza dell’Inps al Meeting di Rimini non è soltanto una testimonianza istituzionale, ma rappresenta ogni anno un’occasione per offrire servizi ai cittadini, confrontarsi e lanciare nuove idee e progettualità". Lo ha dichiarato Salvatore Santangelo, capo Ufficio Stampa dell’Inps, intervenendo durante la conferenza stampa del presidente dell’Istituto, Gabriele Fava, dedicata al bilancio del Progetto Giovani.

    "Anche quest’anno - ha spiegato Santangelo - lo stand dell’Inps, grazie alla Direzione centrale Comunicazione e ai colleghi delle sedi territoriali dell'Emilia Romagna, offre servizi di informazione e consulenza a cittadini e utenti. Ma il Meeting è soprattutto un luogo nel quale l’Istituto può sperimentare e mettere a disposizione nuove iniziative".

    "Due anni fa abbiamo presentato nuovi strumenti per consentire ai giovani, e non solo, di esplorare il proprio futuro previdenziale e acquisire maggiore consapevolezza rispetto al passaggio dalla vita lavorativa alla quiescenza. Lo scorso anno, su impulso del presidente Fava, abbiamo portato al Meeting il confronto con le realtà europee che si occupano di previdenza e welfare: da quella esperienza è nata una progettualità importante, che ha contribuito alla nascita della Direzione centrale Relazioni internazionali".

    "Quest’anno - ha proseguito - il presidente ha veicolato nuove idee e proposte per affrontare sfide decisive per il Paese, a partire dalla denatalità e dalla necessità di garantire alle nuove generazioni un futuro previdenziale dignitoso".

    "La conferenza stampa di oggi rappresenta inoltre un esercizio di trasparenza: abbiamo voluto confrontarci con la stampa e tracciare un bilancio delle attività realizzate, verificando concretamente i risultati raggiunti. È un metodo che risponde alla linea indicata dal presidente Fava fin dall’inizio del suo mandato: rendere l’Inps un’Istituzione sempre più aperta, capace di ascoltare, innovare e indicare nuove strade", ha concluso Santangelo.

  • 17:58 - Terremoto Centro Italia, Tajani: "Il 70% degli 8 miliardi erogati è arrivato dopo il 2023: questo governo ha cambiato passo"

    (Adnkronos) - A dieci anni dal terremoto che ha devastato il centro Italia, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un'intervista esclusiva all'Adnkronos, fa il punto sulla ricostruzione e rivendica il cambio di passo che c'è stato grazie al governo Meloni.

    Ministro Tajani, sono passati dieci anni dal terremoto del Centro Italia. Qual è il primo pensiero?

    "Il primo pensiero è per le 299 vittime: 237 ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 51 ad Arquata del Tronto. È da loro che bisogna partire. Quel terremoto non ha soltanto distrutto case, strade e monumenti: ha sconvolto la vita di migliaia di persone e ferito l’identità di intere comunità. Sono scomparsi campanili, chiese, piazze, luoghi che custodivano la memoria collettiva. Dieci anni dopo abbiamo il dovere di ricordare, ma anche di fare un bilancio serio di quello che è stato fatto e di quello che resta ancora da fare, senza cadere nella tentazione di fare propaganda o demagogia sulla pelle di chi ha sofferto, e ancora soffre, le conseguenze del sisma".

    Lei ha seguito quelle terre, anche per un legame personale con il centro Italia, fin dai giorni immediatamente successivi al sisma. Che ricordo conserva?

    "Un ricordo e un legame fortissimi. Allora ero parlamentare europeo eletto proprio nella circoscrizione del Centro Italia e, quando nel gennaio 2017 fui eletto presidente del Parlamento europeo, dedicai la mia elezione alle vittime del terremoto. Ai sindaci feci una promessa molto semplice: non vi lasceremo soli. Sul mio telefonino avevo uno sticker con scritto 'I love Norcia'. Può sembrare un particolare, ma per me rappresentava la volontà di riscatto di quelle comunità".

    E quella promessa come si tradusse concretamente?

    "Il 24 marzo 2017 convocai a Norcia una riunione straordinaria dei vertici del Parlamento europeo, cioè l’Ufficio di presidenza e la Conferenza dei Presidenti. Volevo che le istituzioni europee toccassero con mano, di persona, la gravità della situazione. Volevo che non calasse l’attenzione. Ricordo ancora la commozione del sindaco Nicola Alemanno quando glielo comunicai. Pochi mesi dopo, luglio 2017, annunciai lo stanziamento di 1,2 miliardi di euro dal Fondo di solidarietà europeo: il più grande mai concesso fino ad allora a uno Stato membro".

    Quindi l’Europa, in quel caso, ha risposto?

    "Rispose perché l’Italia seppe chiedere con forza e credibilità. L’Europa come la intendiamo noi di Forza Italia nel solco di Berlusconi dev’essere questo: non un palazzo lontano, ma una comunità che interviene quando cittadini e territori vengono colpiti. Quella vicenda dimostrò che, quando l’Europa vuole, può essere davvero presente. E molto concreta. Aggiungo che dopo il sisma, grazie a una nostra iniziativa e con il consenso di tutte le forze politiche, per diversi anni i risparmi del bilancio interno della Camera dei deputati sono stati destinati alla ricostruzione. Dal 2016 al 2021 sono stati complessivamente 387 milioni di euro: 47 milioni nel 2016, 80 nel 2017, 85 nel 2018, 100 nel 2019, 40 nel 2020 e 35 nel 2021. È la dimostrazione che, davanti a tragedie di queste dimensioni, la politica può e deve sapere mettere da parte le divisioni".

    Com’è proseguito il suo rapporto con le zone colpite?

    "Quando re Felipe VI di Spagna mi assegnò il premio Carlo V per il mio impegno europeo, decisi di dedicarlo alle popolazioni terremotate. Il premio prevedeva anche 30mila euro, che ho devoluto interamente ai Comuni di Arquata del Tronto, Norcia e Accumoli. Ho cercato, nei diversi incarichi che ho ricoperto, di mantenere l’impegno preso allora".

    Dieci anni, però, sono tanti. Perché la ricostruzione è stata così difficile? Si è fatto abbastanza o si poteva fare di più?

    "Si può sempre fare di più, ma questo non significa che non sia stato fatto tanto. Vanno considerate pure le dimensioni del sisma, si è intervenuti su un territorio vastissimo e complesso, inoltre per troppo tempo procedure e burocrazia hanno rallentato tutto. Ma proprio negli ultimi anni abbiamo cambiato passo. Il governo di centrodestra, attraverso il commissario alla ricostruzione, i parlamentari e gli amministratori del territorio, ha impresso una forte accelerazione. E i numeri lo dimostrano".

    Quali numeri?

    "Parliamo di oltre 500mila persone che vivono nell’area del cratere. Per la ricostruzione privata sono stati concessi più di 12 miliardi di euro e ne sono già stati erogati 8. Un dato è particolarmente significativo: circa il 70 per cento di queste risorse è stato erogato dopo il 2023 cioè con questo governo. Dal 2022 a oggi sono tornati nelle proprie abitazioni quasi 5.500 nuclei familiari su circa 14 mila, con un aumento del 38,4 per cento rispetto al 2022. Vuol dire che l’accelerazione c’è stata ed è stata forte".

    Non vorrà dirmi che i problemi sono tutti risolti?

    "Assolutamente no. Sarebbe sbagliato e persino offensivo nei confronti di chi ancora aspetta di tornare nella propria casa. Abbiamo accelerato, ma non possiamo accontentarci. Adesso viene la parte decisiva: completare la ricostruzione e soprattutto impedire lo spopolamento. Ricostruire le case non basta: dobbiamo impedire che si svuotino i paesi".

    È questo il rischio più grande?

    "Sì. Il rischio è ricostruire perfettamente un borgo e poi scoprire che non ci vive più nessuno. Per questo bisogna accompagnare la ricostruzione materiale con lavoro, infrastrutture, servizi, attività economiche, turismo. L’Appennino centrale non può diventare un museo a cielo aperto. Deve continuare a essere un luogo nel quale le persone scelgono di vivere, lavorare e crescere i propri figli. Per questo è fondamentale incentivare soprattutto i giovani a non lasciare i paesi o in ogni caso a tornarci".

    Lei insiste molto anche sul valore culturale e spirituale di questi territori. Perché?

    "Perché non stiamo parlando soltanto di una questione locale. Norcia è la città di San Benedetto, patrono d’Europa. La storia benedettina appartiene all’intera civiltà europea. E poi ci sono Cascia con Santa Rita, Tolentino con San Nicola, Leonessa con San Giuseppe. Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo custodiscono un patrimonio storico, culturale e spirituale che appartiene all’Italia e all’Europa. Salvare questi luoghi significa salvare una parte della nostra identità, italiana ed europea".

    Che cosa deve accadere adesso?

    "Bisogna continuare ad accelerare. Meno burocrazia, tempi certi, cantieri più veloci e una strategia per riportare famiglie e imprese nei territori. Noi di Forza Italia continueremo a stare in prima linea. Dieci anni dopo il terremoto, il modo migliore per onorare le vittime non è soltanto ricordare ciò che è accaduto: è mantenere fino in fondo la promessa fatta alle loro comunità. Non considerarsi mai liberi da questo impegno, come se fosse stato già fatto tutto il possibile. Lo dico con umiltà: c’è ancora tanto lavoro da fare".

    Quindi, dieci anni dopo, qual è la promessa?

    "La stessa di allora: nessuno dev’essere abbandonato. Solo chi vuol fare demagogia nega che molto sia stato fatto. Certamente noi abbiamo cambiato passo, ma non molleremo finché la ricostruzione non sarà completata e queste comunità non avranno ritrovato pienamente, insieme ai fasti del passato, anche nuova vita nel loro futuro".

  • 15:18 - Inps, De Felice: "Con progetto giovani la Pa innova"

    Roma, 23 ago. (Adnkronos) - “Con il Progetto Giovani abbiamo voluto costruire un ponte narrativo con le nuove generazioni, in termini di linguaggio, grafiche e servizi, e i risultati ci hanno dato ragione. I 3 milioni e 300 mila contatti che abbiamo avuto quest’anno hanno dimostrato che questa è la strada giusta”. Lo ha dichiarato il direttore centrale Comunicazione dell’INPS, Diego De Felice, a margine della conferenza stampa del presidente Gabriele Fava (e dedicata proprio al Progetto Giovani) in occasione del Meeting di Rimini.

    “Vorremmo replicare questa esperienza anche con altre platee - ha aggiunto De Felice -. Questo è un modo nuovo di comunicare: in una società che cambia, anche la comunicazione deve evolvere. L’INPS sta facendo questo, innovando il modo di dialogare con i cittadini”.

  • 15:15 - Inps, 3 milioni di giovani utilizzano i servizi digitali

    Rimini, 23 ago. (Adnkronos) - Tre milioni di giovani under 34 utilizzano abitualmente i servizi digitali di INPS. A un anno dal lancio di “INPS per i giovani”, il presidente dell’Istituto Gabriele Fava al Meeting di Rimini ha presentato i risultati raggiunti illustrando le prossime tappe del progetto dedicato alle nuove generazioni.

    L’iniziativa, rivolta ai ragazzi tra i 18 e i 34 anni, nasce con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra INPS e le nuove generazioni attraverso un programma che punta sull’educazione previdenziale e alla conoscenza del welfare e del mondo del lavoro.

    La strategia si è sviluppata lungo tre direttrici: essere presenti sui canali maggiormente frequentati dai giovani; rendere le informazioni sul welfare più semplici, comprensibili e utili; adottare linguaggi e formati capaci di favorire partecipazione e coinvolgimento. Oggi, rispetto a due anni fa, è più facile per un ragazzo accedere all’estratto conto contributivo, al riscatto laurea, a bonus e borse di studio, ma anche a prestazioni come ISEE, Assegno di inclusione (ADI) o Supporto Formazione Lavoro (SFL).

    A dodici mesi dal lancio del progetto i risultati mostrano una significativa capacità dell’INPS di raggiungere il pubblico più giovane. Il portale giovani - la sezione del sito INPS.it dedicata ai servizi per gli under34 - ha registrato 3,3 milioni di visite e 2,8 milioni di visitatori unici, di cui 1,7 milioni dall’APP Inps mobile, mentre le attività sui social media hanno generato oltre 1,6 milioni di interazioni. Nello stesso periodo è cresciuta del 12% la quota dei giovani iscritti all’area personale MyINPS e circa il 20% degli utenti provenienti dalla sezione giovani ha proseguito il proprio percorso accedendo ad almeno uno dei servizi messi a disposizione dall’Istituto.

    Il presidente dell’INPS, Gabriele Fava, ha affermato che "quando parliamo di previdenza, la tentazione più naturale è guardare indietro. Guardiamo alle tutele maturate, ai conti da preservare, alle garanzie dovute a chi ha concluso il proprio percorso lavorativo. È giusto. È necessario. Ma non è più sufficiente. Un sistema previdenziale non è davvero solido soltanto quando paga le pensioni di oggi. È solido quando costruisce le condizioni per garantire anche quelle di domani. E quel domani appartiene ai giovani. La previdenza, infatti, non comincia alla fine della vita lavorativa. Comincia con il primo contratto, con il primo contributo, con la prima scelta. Un giovane che non conosce la propria posizione contributiva non sa quali strumenti può utilizzare e vive il lavoro come una successione di interruzioni fatica a progettare una casa, una famiglia, il proprio futuro".

    A partire da questa consapevolezza, il presidente Fava ha spiegato come il progetto stia evolvendo. L’INPS sta superando progressivamente un modello centrato sulla comunicazione dei singoli servizi per costruirne uno fondato sulle platee strategiche. La prospettiva cambia. Non è più la prestazione da illustrare, ma la persona da accompagnare. Giovani, famiglie e persone fragili hanno bisogni, percorsi e linguaggi differenti. Per ciascuna platea l’INPS sta realizzando hub tematici dedicati, nei quali informazioni e servizi siano organizzati in modo semplice e coerente, attraverso canali e modalità di comunicazione capaci di raggiungere davvero i cittadini.

    Su questa evoluzione si innesta l’idea proposta dal presidente Fava per costruire un nuovo patto con le giovani generazioni. "Il nuovo patto con i giovani si costruisce attorno a un’idea semplice e concreta, che ho sintetizzato nelle tre P: Partnership, piattaforme e previdenza consapevole. La prima riguarda le imprese, primo partner della sicurezza sociale e primo luogo nel quale un giovane incontra stabilità, competenze e prospettiva. La seconda riguarda gli strumenti. Il Portale Giovani non è soltanto un contenitore di informazioni, ma una piattaforma che rende più semplice e diretto il rapporto con l’Istituto. La terza P è la sfida sulla quale dobbiamo lavorare di più. Negli anni è mancata una cultura previdenziale consapevole e noi vogliamo costruirla incontrando i giovani nei luoghi in cui si formano le loro decisioni, nelle scuole, nelle università, nelle fiere del lavoro, negli spazi di orientamento e sui canali digitali. Incontri, laboratori, road show, sportelli mobili, podcast, video brevi e contenuti social non sono un esercizio di comunicazione. Sono strumenti concreti per ridurre la distanza tra un diritto riconosciuto e la possibilità effettiva di esercitarlo. Non si tratta di chiedere ai giovani di pensare già alla vecchiaia. Si tratta di dare loro oggi gli strumenti per governare il proprio domani. Perché la previdenza non è soltanto ciò che riceveremo alla fine del lavoro. È la libertà di costruire, fin dall’inizio, la vita che verrà".

  • 16:36 - Da Instagram al marchio registrato, 'Berlusconismo nostalgico' diventa un brand

    Roma, 22 ago. (Adnkronos) - Del marketing e della comunicazione Silvio Berlusconi è stato un genio, uno dei pionieri assoluti in Italia. Difficile pensare che non avrebbe apprezzato, con la sua proverbiale ironia, di ritrovarsi protagonista postumo di un'operazione tutta social: un po' nostalgia, un po' satira, un po' memoria storica collettiva. È quanto accade ogni giorno sulla pagina Instagram "Berlusconismo nostalgico", arrivata a superare i 100mila follower e diventata, negli ultimi mesi, un piccolo fenomeno di culto per chi ha vissuto (o rimpiange) la stagione del Cavaliere. "Immagini, fatti, storie, aneddoti e racconti tra berlusconismo e Seconda Repubblica", recita la bio del profilo.

    Ora quel fenomeno fa un passo in più e si trasforma in un vero e proprio asset: il 12 agosto scorso, a quanto apprende l'Adnkronos, il fondatore della pagina, Giustino Mucci - consulente esterno del Mur per la comunicazione digitale e il social media management - ha depositato il marchio "Berlusconismo nostalgico" presso l'Uibm, l'Ufficio italiano brevetti e marchi.

    Non un semplice atto formale, a giudicare dall'ampiezza della domanda: il marchio, verbale e individuale, copre dieci classi merceologiche. Si va dalla classe 9 (pubblicazioni elettroniche e file video scaricabili) alla 14 (portachiavi e gadget), dalla 16 (libri, riviste, calendari) alla 18 (zaini, borse, portafogli), fino all'abbigliamento (classe 25) e agli articoli promozionali (classe 26). Non manca la parte più strategica: pubblicità e marketing (classe 35), radiodiffusione e streaming (classe 38), editoria e produzione di podcast (classe 41). Un ventaglio che lascia intuire ambizioni ben più ampie di una semplice pagina social. "Il deposito nasce prima di tutto dall'intento di tutelare la pagina Instagram, che ha raggiunto un seguito importante", spiega Mucci all'Adnkronos. "Il progetto avrà sicuramente sviluppi di natura editoriale nei prossimi mesi, ma per ora resta legato alla narrazione che già si vede sul profilo".

    I margini di crescita, però, sono già delineati. "Il progetto si approfondirà sia sul versante social sia su quello web, con l'apertura di un sito dedicato a contenuti editoriali di maggiore respiro", racconta ancora Mucci. "Lo sviluppo sarà quantitativo e qualitativo insieme: ci apriremo ad altri canali social oltre che al web, e in tutti gli asset approfondiremo la linea editoriale, lasciando come filo conduttore il recupero aneddotico del berlusconismo, con tutte le sue sfumature, scavando sempre più a fondo nel racconto".

    Non solo archeologia politica, però. "Andremo ad approfondire maggiormente anche temi ed episodi di attualità, che oggi sulla pagina Instagram sono solo brevi incursioni satiriche e che invece saranno declinati in modo più ampio e puntuale". Tra le novità in cantiere, anche un allargamento del racconto a nuove voci: "Punteremo a introdurre volti che rafforzino le diverse linee narrative del progetto".

    Sul fronte organizzativo, la regia resta salda nelle mani dell'ideatore. "Il progetto è fondato e diretto da me, ma curato in alcune parti tecniche da Amleto.io, una factory di digital strategy che fa sempre capo a me", precisa Mucci. "Al momento il progetto conta due collaboratori, ma l'obiettivo, in prospettiva, è includere altre figure". Un marchio che nasce social e guarda già oltre lo schermo dello smartphone. Berlusconi non c'è più da oltre tre anni, ma il berlusconismo, evidentemente, ha ancora molto da raccontare. E da vendere. (di Antonio Atte)

  • 15:57 - Ibrahimovic e non solo: l'All Star game di Spalato chiude gli Youth Games

    (Adnkronos) - Gli Youth Games si sono chiusi in grande stile. A Spalato, nella serata di venerdì 21 agosto, è andato in scena un All Star game che ha messo di fronte stelle dello sport e rappresentanti della Uefa e una squadra dei migliori ragazzi presenti ai giochi. Una partita ormai tradizionale e che si è svolta a Prokurative, come già avvenuto nelle edizioni 2021, 2023 e 2024, e che ha fatto calare il sipario su quello che è il più grande evento sportivo amatoriale d'Europa dedicato a bambini e ragazzi che ha riunito 1.224 partecipanti,

    A comporre la squadra All-Star sono statiAleksander Ceferin, Zlatan Ibrahimovic, Julien Escudé, Georgios Karagounis, Vladimír Smicer, Stiliyan Petrov, Claude Makelele, William Gallas, David James, Marcel Desailly, Aitor Karanka, Pavel Nedved, Darijo Srna, Mario Mandzukic, Nemanja Vidic, Vedad Ibisevic, Emir Spahic, Mehmed Bazdarevic, Goran Dragic, Nikola Karabatic, Magnus Brunner, Alastair Campbell e Aljosa Asanovis. La squadra dei Youth Sports Games era invece composta da bambini provenienti dai cinque Paesi membri dei Games e dal Paese ospite, l'Ucraina. L'arbitro della partita è stato Goran Gabrilo.

    La squadra All-Star è stata allenata da Zeljko Obradovic e Predrag Danilovic, mentre la formazione dei Plazma Youth Sports Games è stata guidata da Sean Dyche e Miodrag Gogic per conto dei Plazma Youth Sports Games. La piazza, nel centro di Spalato, ha visto grande sostegno del pubblico e un'atmosfera straordinaria. In una partita ricca di gol, per la squadra All-Star sono andati a segno Mario Mandzukic, Darijo Srna, Nikola Karabatic e Zlatan Ibrahimovic, mentre per la formazione degli Youth Sports Games hanno segnato Jehor Ubar, Anka Zivanović, Ajdin Buljubasic e Marko Radovanovic, con la partita che si è conclusa sul 4-4.

    La partita è stata trasmessa in diretta in tutta Europa, anche sul sito web dell'Adnkronos, e nel resto del mondo, con il commento di Slaven Bilic, commissario tecnico della nazionale croata, e Adrian Chiles, giornalista e conduttore televisivo britannico.

    Prima della partita, verso l'ora di pranzo, al Croatian National Theatre si Spalato si è svolta la cerimonia per celebrare i 30 anni dei Plazma Youth Sports Games e annunciare i nuovi ambasciatori. "È particolarmente bello vedere così tanti giovani, bambini e atleti riuniti in un unico luogo. Trent'anni di Plazma Youth Sports Games rappresentano davvero un traguardo straordinario. I Games ci sono ancora più cari perché sono nati proprio qui, nella nostra città. Ci piace sempre ricordare che Spalato è una città di sport, la città più sportiva del mondo. Ne siamo tutti molto orgogliosi. La città di Spalato continuerà a sostenere i Plazma Youth Sports Games anche in futuro e sarà un pilastro di questo progetto", ha dichiarato Ivo Bilic, vicesindaco di Spalato, aprendo la cerimonia.

    Gli ospiti sono stati accolti da Davor Bozinovic, vice primo ministro, ministro dell'Interno e rappresentante del primo ministro della Repubblica di Croazia, Andrej Plenkovic: "Per capire come siamo arrivati a questo momento, dobbiamo tornare ancora una volta all'inizio. Trent'anni fa, a pochi chilometri da qui, nel quartiere Brda di Spalato, nacque un'idea. Non aveva un grande palcoscenico, milioni di partecipanti o partner internazionali. Aveva dei bambini, lo sport e un uomo che credeva che da tutto questo potesse nascere qualcosa di grande. Oggi, al Teatro Nazionale Croato di Spalato, celebriamo una delle più grandi storie sportive europee dedicate a bambini e giovani".

    Da Brda all'HNK: queste quattro parole racchiudono trent'anni di vita. Contengono migliaia di chilometri percorsi, innumerevoli incontri e anni di fiducia, perseveranza quando non c'erano risultati e lavoro quando non c'erano riflettori. Per questo, questo momento non è soltanto una celebrazione dei 30 anni dei Plazma Youth Sports Games. È anche un omaggio all'uomo che ha avuto l'idea, ha portato avanti e ha costruito tutto questo.

    "Oggi i Plazma Youth Sports Games mettono in contatto bambini provenienti da Paesi diversi, da aree linguistiche differenti e da contesti diversi. Tra loro ci sono anche bambini ucraini, che stanno crescendo nella realtà della guerra. Qui, per qualche giorno, potranno semplicemente essere ciò che ogni bambino merita di essere: un bambino", ha continuato, "lo sport insegna ai bambini, fin da molto presto, qualcosa che noi adulti spesso dimentichiamo: un avversario non è un nemico. Si può voler battere qualcuno e, allo stesso tempo, rispettarlo. Si può perdere senza odio e vincere senza umiliare nessuno. Questa storia dimostra quanto si possa realizzare quando esiste una visione chiara, quando le persone si uniscono intorno a una buona idea e quando perseverano abbastanza a lungo".

    Aleksander Ceferin, Predrag Mijatovix, Johannes Hahn, Zoran Bogdanovic, Davor Bozinovic, Ivica Kojic, Slaven Bilic, Lana Popovic, Jelena Drakulic, Darijo Srna, Mario Stanic, Alastair Campbell, Tomislav Mamic, Vladimir Lucic, Alen Boksic, Mehmed Bazdarevic, Dijana Plestina, Josip Komar, Vedran Duvnjak, Zoran Jankovic, Dragan Stojkovic, Zeljko Tufekcic, Lidija Samardzija, Dario Kozul, Ivan Bocina, Nemanja Vidic, Luka Modric, Nemanja Matic, Vladimir Vrankovic e Goran Lulic hanno contribuito negli anni alla storia dei Plazma Youth Sports Games attraverso il loro lavoro, il loro sostegno e la loro fiducia e per questo, a tutti loro, sono stati consegnati speciali riconoscimenti direttamente dai bambini dei Games.

    Ana Ivanovic è stata nominata nuova ambasciatrice dei giochi: "Sono lezioni importanti, che i bambini imparano attraverso lo sport ogni singolo giorno: dalla capacità di reagire alle difficoltà al lavoro di squadra, fino a come rialzarsi dopo una sconfitta. È per me un grande onore entrare a far parte di questa famiglia", ha detto l'ex tennista serba commentando la nomina, "lo sport mi ha insegnato molte cose: disciplina, perseveranza e rispetto delle regole, ma anche come gestire sia la vittoria sia la sconfitta. Ma lo sport mi ha dato anche qualcosa di più: amicizie preziose e ricordi che durano tutta la vita".

    "Sono esattamente questi i valori che i Plazma Youth Sports Games trasmettono a milioni di bambini in tutta la regione. Sono orgogliosa di far parte di questa storia e non vedo l'ora di contribuire insieme a ispirare le nuove generazioni", ha concluso Ivanovic.

  • 15:54 - Ibrahimovic e non solo: l'All Star game di Spalato chiude gli Youth Games

    (Adnkronos) - Gli Youth Games si sono chiusi in grande stile. A Spalato, nella serata di venerdì 21 agosto, è andato in scena un All Star game che ha messo di fronte stelle dello sport e rappresentanti della Uefa e una squadra dei migliori ragazzi presenti ai giochi. Una partita ormai tradizionale e che si è svolta a Prokurative, come già avvenuto nelle edizioni 2021, 2023 e 2024, e che ha fatto calare il sipario su quello che è il più grande evento sportivo amatoriale d'Europa dedicato a bambini e ragazzi che ha riunito 1.224 partecipanti,

    A comporre la squadra All-Star sono statiAleksander Ceferin, Zlatan Ibrahimovic, Julien Escudé, Georgios Karagounis, Vladimír Smicer, Stiliyan Petrov, Claude Makelele, William Gallas, David James, Marcel Desailly, Aitor Karanka, Pavel Nedved, Darijo Srna, Mario Mandzukic, Nemanja Vidic, Vedad Ibisevic, Emir Spahic, Mehmed Bazdarevic, Goran Dragic, Nikola Karabatic, Magnus Brunner, Alastair Campbell e Aljosa Asanovis. La squadra dei Youth Sports Games era invece composta da bambini provenienti dai cinque Paesi membri dei Games e dal Paese ospite, l'Ucraina. L'arbitro della partita è stato Goran Gabrilo.

    La squadra All-Star è stata allenata da Zeljko Obradovic e Predrag Danilovic, mentre la formazione dei Plazma Youth Sports Games è stata guidata da Sean Dyche e Miodrag Gogic per conto dei Plazma Youth Sports Games. La piazza, nel centro di Spalato, ha visto grande sostegno del pubblico e un'atmosfera straordinaria. In una partita ricca di gol, per la squadra All-Star sono andati a segno Mario Mandzukic, Darijo Srna, Nikola Karabatic e Zlatan Ibrahimovic, mentre per la formazione degli Youth Sports Games hanno segnato Jehor Ubar, Anka Zivanović, Ajdin Buljubasic e Marko Radovanovic, con la partita che si è conclusa sul 4-4.

    La partita è stata trasmessa in diretta in tutta Europa, anche sul sito web dell'Adnkronos, e nel resto del mondo, con il commento di Slaven Bilic, commissario tecnico della nazionale croata, e Adrian Chiles, giornalista e conduttore televisivo britannico.

    Prima della partita, verso l'ora di pranzo, al Croatian National Theatre si Spalato si è svolta la cerimonia per celebrare i 30 anni dei Plazma Youth Sports Games e annunciare i nuovi ambasciatori. "È particolarmente bello vedere così tanti giovani, bambini e atleti riuniti in un unico luogo. Trent'anni di Plazma Youth Sports Games rappresentano davvero un traguardo straordinario. I Games ci sono ancora più cari perché sono nati proprio qui, nella nostra città. Ci piace sempre ricordare che Spalato è una città di sport, la città più sportiva del mondo. Ne siamo tutti molto orgogliosi. La città di Spalato continuerà a sostenere i Plazma Youth Sports Games anche in futuro e sarà un pilastro di questo progetto", ha dichiarato Ivo Bilic, vicesindaco di Spalato, aprendo la cerimonia.

    Gli ospiti sono stati accolti da Davor Bozinovic, vice primo ministro, ministro dell'Interno e rappresentante del primo ministro della Repubblica di Croazia, Andrej Plenkovic: "Per capire come siamo arrivati a questo momento, dobbiamo tornare ancora una volta all'inizio. Trent'anni fa, a pochi chilometri da qui, nel quartiere Brda di Spalato, nacque un'idea. Non aveva un grande palcoscenico, milioni di partecipanti o partner internazionali. Aveva dei bambini, lo sport e un uomo che credeva che da tutto questo potesse nascere qualcosa di grande. Oggi, al Teatro Nazionale Croato di Spalato, celebriamo una delle più grandi storie sportive europee dedicate a bambini e giovani".

    Da Brda all'HNK: queste quattro parole racchiudono trent'anni di vita. Contengono migliaia di chilometri percorsi, innumerevoli incontri e anni di fiducia, perseveranza quando non c'erano risultati e lavoro quando non c'erano riflettori. Per questo, questo momento non è soltanto una celebrazione dei 30 anni dei Plazma Youth Sports Games. È anche un omaggio all'uomo che ha avuto l'idea, ha portato avanti e ha costruito tutto questo.

    "Oggi i Plazma Youth Sports Games mettono in contatto bambini provenienti da Paesi diversi, da aree linguistiche differenti e da contesti diversi. Tra loro ci sono anche bambini ucraini, che stanno crescendo nella realtà della guerra. Qui, per qualche giorno, potranno semplicemente essere ciò che ogni bambino merita di essere: un bambino", ha continuato, "lo sport insegna ai bambini, fin da molto presto, qualcosa che noi adulti spesso dimentichiamo: un avversario non è un nemico. Si può voler battere qualcuno e, allo stesso tempo, rispettarlo. Si può perdere senza odio e vincere senza umiliare nessuno. Questa storia dimostra quanto si possa realizzare quando esiste una visione chiara, quando le persone si uniscono intorno a una buona idea e quando perseverano abbastanza a lungo".

    Aleksander Ceferin, Predrag Mijatovix, Johannes Hahn, Zoran Bogdanovix, Davor Bozinovic, Ivica Kojic, Slaven Bilic, Lana Popovic, Jelena Drakulic, Darijo Srna, Mario Stanic, Alastair Campbell, Tomislav Mamic, Vladimir Lucic, Alen Boksic, Mehmed Bazdarevic, Dijana Plestina, Josip Komar, Vedran Duvnjak, Zoran Jankovic, Dragan Stojkovic, Zeljko Tufekcic, Lidija Samardzija, Dario Kozul, Ivan Bocina, Nemanja Vidic, Luka Modric, Nemanja Matic, Vladimir Vrankovic e Goran Lulic hanno contribuito negli anni alla storia dei Plazma Youth Sports Games attraverso il loro lavoro, il loro sostegno e la loro fiducia e per questo, a tutti loro, sono stati consegnati speciali riconoscimenti direttamente dai bambini dei Games.

    Ana Ivanovic è stata nominata nuova ambasciatrice dei giochi: "Sono lezioni importanti, che i bambini imparano attraverso lo sport ogni singolo giorno: dalla capacità di reagire alle difficoltà al lavoro di squadra, fino a come rialzarsi dopo una sconfitta. È per me un grande onore entrare a far parte di questa famiglia", ha detto l'ex tennista serba commentando la nomina, "lo sport mi ha insegnato molte cose: disciplina, perseveranza e rispetto delle regole, ma anche come gestire sia la vittoria sia la sconfitta. Ma lo sport mi ha dato anche qualcosa di più: amicizie preziose e ricordi che durano tutta la vita".

    "Sono esattamente questi i valori che i Plazma Youth Sports Games trasmettono a milioni di bambini in tutta la regione. Sono orgogliosa di far parte di questa storia e non vedo l'ora di contribuire insieme a ispirare le nuove generazioni", ha concluso Ivanovic.

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