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Politica

6 Giugno 2024

Ultimo aggiornamento: 16:07 del 6 Giugno 2024

“Servono più immigrati? I dati non lo dicono”. Meloni contro il governatore di Bankitalia, ma demografi e aziende gli danno ragione

di F. Q.
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“Si figuri se non capisco questo problema, però i dati non dicono questo“. La premier Giorgia Meloni non ha dubbi: mercoledì, rispondendo a una domanda del direttore del TgLa7 Enrico Mentana, ha contestato il contenuto delle considerazioni del governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta sulla necessità di un ingresso di immigrati regolari molto più ampio di quelle che sono le stime dell’Istat per controbilanciare l’effetto del calo demografico. La leader di Fratelli d’Italia non ha portato però evidenze differenti rispetto a quelle su cui ha ragionato l’economista scelto lo scorso anno dal governo per guidare via Nazionale. Si è limitata a rivendicare ancora una volta di aver “scoperto” e denunciato i guasti del decreto Flussi, in realtà noti da anni. Ha insomma cambiato discorso.
A confermare la versione di Panetta sono però – oltre alle analisi di via Nazionale – i principali demografi italiani: da Alessandro Rosina, che da anni predica la necessità di incentivare la natalità e nel frattempo allargare la forza lavoro anche con gli stranieri in ragione di “almeno 300-400mila l’anno“, a Francesco Billari, rettore della Bocconi, che stima in 450mila – contro i 350mila previsti ogni anno dall’Istat nel prossimo decennio – gli ingressi annui indispensabili per contenere il calo della popolazione destinata in caso contrario a scendere a 58,1 milioni nel 2030 e 45,8 nel 2080. E soprattutto il crollo del numero di italiani 30-34enni, giovani adulti che si avviano verso l’apice della vita attiva.
I primi a sapere che senza lavoratori immigrati l’economia italiana si fermerebbe sono peraltro gli imprenditori, importante bacino elettorale per il centrodestra. Al netto di truffe e raggiri di cui sono vittime gli aspiranti lavoratori, causa assenza di controlli, ogni anno le richieste di permessi sulla base del decreto flussi sono fino a tre volte le quote disponibili e spesso vengono rilasciati meno nulla osta rispetto ai posti, lasciando inutilizzate migliaia di quote. Per il 2024 sono state previste solo 151.000 quote di ingresso in Italia di cui 89mila per il lavoro subordinato stagionale, nonostante la richiesta da parte delle sole aziende agricole ammonti a circa 100mila stagionali ogni anno.

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  • 12:22 - F1, Gp Bran Bretagna: la gara sprint - Diretta

    (Adnkronos) - Il sabato del Gp di Gran Bretagna a Silverstone parte con la prova sui 100 km, la gara sprint. Oggi, sabato 4 luglio, la Ferrari di Lewis Hamilton scatterà davanti a tutti. In prima fila con lui Kimi Antonelli al volante della Mercedes, in seconda fila Max Verstappen la Red Bull e Charles Leclerc con la secoda Rossa di Maranello. A seguire Russell con l'altra 'freccia d'argento' e le due McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri.

    Alle 17 si torna in pista con le qualifiche ufficiali.

  • 07:32 - Nato, Meloni prepara il summit di Ankara. Riflettori sull'incognita Trump

    Roma, 3 lug. (Adnkronos) - Da Evian ad Ankara. Dopo il G7 francese, che ha segnato una delle fratture più evidenti tra l’inquilino della Casa Bianca e quella di Palazzo Chigi, Giorgia Meloni ritrova Donald Trump in occasione del summit Nato del 7 e 8 luglio. E questa volta il coefficiente di difficoltà sale di livello: se il vertice transalpino era caratterizzato dai malumori del tycoon per lo scarso (a suo dire) aiuto dei partner europei nel dossier iraniano, questa volta è il tema delle spese militari - grande pallino del presidente Usa - a creare allerta, a un anno dal vertice dell'Aja dove l'Italia ha sottoscritto l'impegno ad aumentare le spese per la difesa fino al 5% del Pil entro il 2035. Una traiettoria che il governo italiano, a pochi giorni dal summit in casa di Erdogan, intende rispettare. Pur con tutti gli ostacoli - di bilancio e non - che si presenteranno lungo il percorso.

    A Palazzo Chigi, tuttavia, provano a spostare il baricentro del vertice. L'obiettivo è evitare che Ankara venga raccontata come il summit delle percentuali e della corsa agli armamenti, insistendo invece su un concetto di sicurezza molto più ampio rispetto al passato. Secondo fonti diplomatiche, il cuore politico dell'appuntamento sarà proprio questo cambio di paradigma: sotto l'ombrello Nato rientrano ormai la protezione delle infrastrutture critiche, la sicurezza energetica, la cybersicurezza, la tutela delle catene di approvvigionamento, la protezione delle frontiere e la capacità di risposta alle emergenze. È questa evoluzione, spiegano le stesse fonti, che ha consentito all'Alleanza di articolare il nuovo obiettivo del 5% distinguendo tra la spesa strettamente militare e quella destinata più in generale alla sicurezza.

    Roma si presenterà al summit rivendicando di aver già imboccato quella strada. Fonti italiane ricordano che il dato che Meloni porterà al tavolo è pari al 2,8% del Pil, composto per il 2,09% dalle spese "core" per la difesa e per lo 0,71% da investimenti nel nuovo perimetro della sicurezza, che comprendono circa 15 miliardi di euro destinati alla sicurezza energetica, alla cybersicurezza e alla protezione delle frontiere. Una quota destinata ad aumentare progressivamente negli anni, senza però accelerazioni immediate verso il tetto massimo dell'1,5% previsto dal nuovo schema. Da qui anche un'altra precisazione che, nelle ultime ore, Palazzo Chigi considera decisiva.

    Secondo chi lavora al dossier, continua infatti a esserci confusione tra il nuovo target Nato e il programma europeo Safe. Il governo insiste invece nel tenere nettamente separati i due piani: il primo riguarda gli obiettivi di spesa dell'Alleanza, il secondo è uno strumento finanziario dell'Unione europea attraverso cui gli Stati potranno eventualmente finanziare investimenti nella difesa. Per questo, assicurano le stesse fonti, il tema Safe non entrerà nel dibattito del vertice di Ankara.

    L'altro dossier inevitabilmente destinato a monopolizzare la discussione è quello ucraino. La dichiarazione finale, già concordata dagli Alleati, ribadirà il sostegno a Kiev e la necessità di mantenere alta la pressione sulla Russia. Nel corso del negoziato, tuttavia, l'Italia avrebbe sostenuto una linea leggermente diversa rispetto a quella prevalsa nell'Alleanza, preferendo confermare gli impegni di sostegno su base annuale anziché fissare da subito un orizzonte biennale, nella convinzione che una scansione anno per anno lasci maggiore spazio anche all'evoluzione del negoziato politico. Alla fine ha prevalso la posizione della maggioranza dei partner, anche in parallelo con il programma biennale di assistenza definito in sede europea.

    Sul tavolo resterà anche il nuovo contributo Nato a favore dell'Ucraina, confermato nella misura di 40 miliardi di euro. Dall'esecutivo sottolineano però che si tratterà di contributi volontari e non di quote obbligatorie per i singoli Paesi. L'Italia, viene spiegato, continuerà inoltre a concentrare una parte rilevante del proprio sostegno sul settore energetico, ritenuto altrettanto strategico quanto l'assistenza militare per garantire il funzionamento del Paese. Roma non considera archiviata neppure la proposta avanzata nei mesi scorsi di estendere all'Ucraina garanzie di sicurezza analoghe a quelle previste dall'articolo 5 della Nato, pur senza una sua immediata adesione all'Alleanza. Il negoziato è oggi fermo, ma quella continua a essere considerata una possibile base di lavoro nel momento in cui dovessero riaprirsi spazi per una trattativa.

    Accanto all'Est, l'Italia punta poi a riportare al centro il Mediterraneo. Gli sherpa del vertice rivendicano di essere riuscite a far inserire nelle conclusioni un nuovo riferimento al fianco Sud, con il riconoscimento che le minacce provenienti da quell'area richiedono un'attenzione analoga a quelle che gravano sul fronte orientale. È una delle priorità che Meloni condivide anche con il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, con il quale ha avuto oggi una conversazione telefonica preparatoria in vista del summit. Palazzo Chigi ha riferito che i due leader hanno riaffermato l'impegno comune per il rafforzamento del rapporto transatlantico e della difesa comune all'interno della Nato, richiamando l'importanza del fianco Sud. Il colloquio ha inoltre consentito uno scambio sulla Libia, compresa la cooperazione nel contrasto ai flussi migratori irregolari e al traffico di esseri umani, in vista dell'incontro bilaterale previsto ad Ankara la prossima settimana. Proprio la Libia rappresenta uno dei dossier sui quali Roma e Ankara stanno rafforzando il coordinamento. Il governo respinge però l'idea che vi sia un cambio di linea italiano dopo le recenti iniziative statunitensi: l'obiettivo resta quello sostenuto insieme alle Nazioni Unite, vale a dire favorire un percorso di unificazione del Paese coinvolgendo tutti gli attori regionali interessati.

    Grande incognita sarà inevitabilmente Trump. Ma anche su questo fronte Palazzo Chigi sceglie di abbassare i toni. Secondo Roma, il progressivo riequilibrio dell'impegno strategico americano verso l'Indo-Pacifico non nasce con l'attuale presidente, bensì rappresenta una tendenza avviata da anni, già sotto le amministrazioni Obama e Biden. Ankara sarà dunque anche il summit dello "shifting", cioè del graduale rafforzamento del pilastro europeo dell'Alleanza. Un processo che, nelle intenzioni italiane, non va però letto come il preludio a un disimpegno americano dalla Nato. Washington, viene osservato, resta il perno indispensabile dell'Alleanza atlantica e immaginare una Nato senza gli Stati Uniti continua a essere considerato uno scenario irrealistico.

    A conferma della volontà di evitare tensioni, al momento non è previsto un incontro bilaterale tra Meloni e Trump. I due leader condivideranno gli stessi lavori per due giorni, ma secondo fonti italiane non figura in agenda alcun faccia a faccia dedicato. Tra i temi destinati a occupare spazio in Turchia ci sarà infine anche il rafforzamento dell'industria della difesa. Prima dell'avvio dei lavori politici è previsto un confronto tra le principali aziende del settore per discutere come adeguare capacità produttive e tecnologie alle nuove esigenze operative, in uno scenario in cui sistemi relativamente economici come i droni riescono sempre più spesso a neutralizzare piattaforme militari tradizionali molto più costose. Un altro segnale, nelle intenzioni degli Alleati, che la sfida non riguarda più soltanto quanto spendere, ma soprattutto come spendere. (di Antonio Atte)

  • 17:36 - Malattie rare, a Savona Aisla inaugura la 'Casa di Silvia' per persone con Sla e caregiver

    Roma, 3 lug. (Adnkronos Salute) - "Oggi non si è inaugurata soltanto una casa. Oggi una famiglia ha varcato per la prima volta la soglia della 'Casa di Silvia', il primo progetto nazionale di ospitalità accessibile promosso da Aisla", l'Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, "pensato per accogliere le persone con Sla, i loro familiari e i caregiver durante periodi di sollievo, cura e vicinanza". Lo riferisce Aisla in una nota. Con l'ingresso dei suoi primi ospiti, "la Casa di Silvia diventa realtà. Un progetto unico in Italia - si legge - che trasforma il ricordo di Silvia Codispoti in un luogo vivo, dove l'accoglienza si traduce in sostegno concreto, l'accessibilità in libertà e la solidarietà in una risposta quotidiana ai bisogni delle famiglie che convivono con la Sla". Situata in via Milano a Savona, la Casa di Silvia è un appartamento progettato "per garantire un’accoglienza pienamente accessibile alle persone con Sla - fanno sapere da Aisla - e a chi se ne prende cura. Dispone di due camere da letto, cucina completamente attrezzata, bagno accessibile e di tutti gli ausili indispensabili per affrontare il soggiorno in sicurezza e con serenità: letto articolato, sollevatore, comoda, rampe mobili e posto auto riservato alle persone con disabilità. La struttura può ospitare la persona con Sla insieme ai propri familiari e caregiver conviventi, offrendo uno spazio in cui vivere un periodo di riposo, affrontare visite, terapie o semplicemente concedersi qualche giorno lontano dalle difficoltà organizzative che la malattia impone. Il servizio, riservato ai soci Aisla, è completamente gratuito".

    La cerimonia di apertura si è conclusa con la consegna simbolica delle chiavi alla famiglia Maggiani, i primi ospiti della Casa di Silvia. "Da oggi quel luogo non è più un progetto su carta, ma una casa abitata, pronta ad accogliere le famiglie che convivono ogni giorno con la Sla", sottolinea Aisla. "Quando si convive con la Sla, organizzare anche un breve soggiorno può diventare un'impresa - racconta la famiglia Maggiani - Ogni spostamento richiede mesi di preparazione, verifiche, rinunce. Sapere di arrivare in un luogo già accessibile e attrezzato cambia completamente la prospettiva. Per noi significa poter tornare a pronunciare una frase che sembrava impossibile: 'Andiamo in vacanza'. È molto più di un viaggio. È un pezzo di vita che ci viene restituito". La Casa di Silvia è situata a pochi chilometri dal mare, per consentire alle famiglie di raggiungere facilmente lo Scaletto Senza Scalini, la spiaggia accessibile di Savona che da anni rappresenta un modello di inclusione e accessibilità. "Accessibilità significa poter scegliere, muoversi, condividere esperienze senza che la disabilità diventi un limite - dice Ugo Cappello, fondatore dello Scaletto Senza Scalini - La Casa di Silvia completa questa visione, offrendo alle famiglie un luogo da cui partire per vivere il territorio con serenità".

    "La Casa di Silvia dimostra come la collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini possa trasformarsi in un’opportunità reale per le persone e le loro famiglie - afferma l'assessore comunale alle Politiche sociali, Riccardo Viaggi - È un progetto che rende Savona ancora più accogliente e accessibile". A consegnare le chiavi ai primi ospiti è stato Pino Codispoti, papà di Silvia, che ha scelto di donare la loro casa ad Aisla "perché potesse continuare a essere un luogo di vita anche dopo la sua scomparsa. Se questa casa oggi esiste, è perché Silvia mi ha insegnato a guardare sempre avanti. Abbiamo deciso di trasformare ciò che abbiamo vissuto in un’opportunità per altre famiglie. Sapere che queste stanze si riempiranno di voci, di speranza, di giorni condivisi e di nuovi ricordi ci rende profondamente felici. È il modo più bello per continuare a sentire Silvia accanto a noi", testimonia.

    L'immobile, "acquistato da Aisla il 20 marzo 2026, è stato ristrutturato e reso pienamente accessibile in poco più di 3 mesi - fanno sapere dall'Associazione - grazie al contributo di tante persone, delle sezioni territoriali dell'associazione e di realtà che hanno scelto di condividere un'idea semplice quanto rivoluzionaria: rendere possibile una vacanza anche a chi convive con la Sla".

    "Per la prima volta nella nostra storia realizziamo una casa pensata esclusivamente per accogliere le persone con Sla e le loro famiglie - evidenzia Vincenzo Soverino, consigliere nazionale Aisla - Questo progetto dimostra che la solidarietà non è un concetto astratto. Diventa una porta che si apre, una camera pronta ad accogliere, un letto già attrezzato, una famiglia che può finalmente partire. Una casa nasce dai muri, ma diventa davvero casa quando una comunità decide di costruirla insieme". A rendere possibile questo sogno sono stati "il sostegno delle sezioni Aisla - prosegue la nota - e la generosità di tanti amici e benefattori. Un ringraziamento particolare va alla Fondazione Vismara, alla Fondazione Vialli e Mauro, a Fiascolata Aps, alla Cooperativa Spazio Aperto, al Vivaio Fratelli Rebella e a Fazzari Marmi, che ha impreziosito gli ambienti della casa con le immagini che raccontano alcuni dei momenti più significativi della vita di Silvia. A poco più di 3 mesi dalla posa simbolica del primo mattone, avvenuta il 21 marzo scorso, oggi il progetto è diventato realtà".

    "La Casa di Silvia - conclude Soverino - rappresenta un investimento concreto nella qualità della vita delle persone che affrontano la malattia. È un progetto che nasce dalla collaborazione di tante realtà e che mette al centro il diritto di vivere esperienze di vacanza, relazione e partecipazione. Oggi abbiamo capito che una casa non si costruisce soltanto con muri, porte e finestre, ma che prende vita quando tante persone decidono di credere nello stesso sogno".

  • 17:35 - Soverino (Aisla): "La Casa di Silvia tiene acceso un ricordo"

    Roma, 3 lug. (Adnkronos Salute) - "La Casa di Silvia nasce da una forte storia d'amore e di generosità: la famiglia Codispoti ha voluto trasformare il ricordo di Silvia", scomparsa il 1 maggio 2025, "in qualcosa che continuasse a vivere nel tempo. E noi di Aisla - Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica abbiamo sentito la responsabilità di tutto questo: abbiamo raccolto il testimone per portarlo avanti con il cuore". Così Vincenzo Soverino, consigliere nazionale Aisla e responsabile del progetto 'La Casa di Silvia', intervenendo oggi a Savona all'inaugurazione del primo appartamento vacanze completamente accessibile per le persone con sclerosi laterale amiotrofica e le loro famiglie. La struttura permetterà esperienze di vacanza accessibile in autonomia, in stretta connessione con il progetto 'Lo Scaletto senza Scalini', la spiaggia simbolo dell'inclusione sul litorale savonese.

    "Questa casa è il risultato di una comunità che ha scelto di mettersi in cammino insieme e di fare rete - riflette Soverino - In questo progetto ci sono le sezioni di Aisla, ci sono i volontari, i donatori, le istituzioni, le aziende e i tanti cittadini che hanno creduto nell'idea che la solidarietà possa diventare qualcosa di concreto. Ognuno di loro è presente dentro queste mura. Il valore più grande, credo, sia sapere che oggi altre famiglie potranno trovare qui accoglienza, serenità e vicinanza - osserva - Questo non è solo un luogo fisico, è uno spazio che mette al centro la persona, la sua dignità e le sue relazioni. La Casa di Silvia ci dice che la generosità può trasformarsi in opportunità, è per questo che la consideriamo un punto di partenza, un luogo reso vivo attraverso le storie e gli incontri. Continuerà a parlare di Silvia attraverso il bene che saprà generare e le esperienze che verranno vissute".

    "Oggi questa casa non appartiene più a una sola storia, appartiene a tutta la comunità Aisla. Dà conforto sapere che, da oggi, altre famiglie potranno vivere qui momenti di serenità, di condivisione e, perché no, anche di libertà. Questo è probabilmente l'aspetto più emozionante, perché una casa trova il suo significato profondo quando viene abitata, quando viene vissuta, quando accoglie e quando fa sentire le persone meno sole. E questo è il grande compito di Aisla", conclude.

  • 17:35 - Sla, papà di Silvia Codispoti: "Casa in suo ricordo è porta aperta all'inclusione"

    Roma, 3 lug. (Adnkronos Salute) - "Con la Casa di Silvia abbiamo fatto un gesto che di per sé non ci è costato molto. Spero che l'esempio dato da Silvia sia di aiuto anche a persone con disabilità e alle loro famiglie, perché molte di loro non escono più di casa. C'è una signora che starà qui con noi una settimana, che non usciva di casa, ma è riuscita a raggiungerci. Per lei sarà sicuramente un momento di vacanza, ma anche un modo per non rimanere chiusa in casa". Lo ha detto Giuseppe Codispoti, partecipando oggi a Savona all'inaugurazione dell'appartamento accessibile che trasforma il ricordo di sua figlia Silvia in aiuto concreto. Un progetto promosso da Aisla, Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica. La 'Casa di Silvia' permetterà infatti a persone con disabilità e alle loro famiglie di vivere esperienze di vacanza accessibile in autonomia, in stretta connessione con il progetto 'Lo Scaletto senza Scalini', la spiaggia simbolo dell'inclusione sul litorale savonese.

  • 17:35 - Viaggi (Comune Savona): "Con la Casa di Silvia il mare è accessibile a tutti"

    Roma, 3 lug. (Adnkronos Salute) - "La Casa di Silvia concretizza la possibilità per molte persone di avere ospitalità in una città di mare. Il mare è un'esperienza molto bella, al di là delle difficoltà che ognuno ha. Il fatto che Aisla - Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica abbia deciso di donare questa casa all'accoglienza, per le persone che vogliono continuare a fare esperienza del mare, è una cosa davvero molto bella". Lo afferma Riccardo Viaggi, assessore al Welfare del Comune di Savona, in occasione dell'inaugurazione dell'appartamento accessibile 'La Casa di Silvia', che permetterà a persone con disabilità e alle loro famiglie di vivere esperienze di vacanza accessibile in autonomia, trasformando il ricordo di Silvia in sostegno concreto. La struttura opera in stretta connessione con il progetto 'Lo Scaletto senza Scalini', la spiaggia simbolo dell'inclusione sul litorale savonese. Un aspetto del progetto che "mi riempie di orgoglio come cittadino", afferma l'assessore. "Credo sia una cosa splendida, che dà continuità ai progetti. Questo vale per tutti i cittadini, ma soprattutto per chi ha delle difficoltà o delle fragilità, perché queste persone hanno bisogno di continuità, non di interventi episodici", osserva.

    E restando in tema di continuità, Viaggi riflette su come anche la casa "dà continuità a cose che sono presenti oggi, ma che guardano al futuro". E il fatto che la Casa di Silvia sia "curata dal punto di vista estetico" per l'assessore è un valore aggiunto: "Credo che la bellezza aiuti tutti, soprattutto quando si vivono delle difficoltà. Questo vale per ogni persona. Come città, siamo molto contenti di poter ospitare queste persone e di poter consentire loro l'esperienza del mare, che è una cosa bella per tutti. E credo debba essere, davvero, per tutti", conclude.

  • 16:42 - Agricoltura, Fina (Pd): "No a un approccio vincolistico, serve una vera politica industriale"

    Roma, 3 lug. - (Adnkronos) - “Non c’è transizione ecologica dell’economia senza una regia pubblica e non credo a un approccio vincolistico perché non aiuta”. Lo ha detto il senatore del Pd Michele Fina, componente della Commissione permanente Ambiente di Palazzo Madama, intervenendo alla presentazione dello studio 'Sinergie tra agricoltura e trasporto aereo per la produzione di Saf' realizzato dal gruppo Fit4Foresight-fuel del Politecnico di Torino e coordinato dal prof. Chiaramonti, su indicazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. La presentazione si è svolta presso l'Associazione Civita a Roma nell’ambito del terzo incontro del 2026 della Fondazione Pacta sulla riduzione delle emissioni del trasporto aereo.

    Per Fina l’approccio vincolistico, che si limita a fissare obiettivi senza indicare gli strumenti per raggiungerli, è “agli antipodi dell’idea della politica industriale”. Il senatore ha richiamato il quadro europeo - “il 50% del fabbisogno dal punto di vista della domanda, il 19% della produzione” - e ha valutato positivamente le sinergie tra Saf e agricoltura illustrate nello studio: “Aiuta a una politica di gestione del territorio, aiuta a una politica di recupero delle aree interne” e, come già sottolineato dal deputato Nevi, “può portare anche un elemento di ricchezza in più” per il mondo agricolo. Sulla revisione della normativa Saf, Fina ha fissato dei paletti precisi: “Sì se l’idea è quella di aggiornare, no se l’idea è quella di indebolire”. Tra i punti indicati come irrinunciabili, il parlamentare ha citato il no al doppio conteggio e all’insetting inteso come compensazioni acquistate altrove, e il sì a monitoraggio, certificazione e verifica indipendente, oltre all’utilizzo delle risorse Ets non solo per l’acquisto di Saf ma anche per sostenere impianti, filiere e ricerca.

    Il senatore ha poi criticato la tendenza, riscontrata anche nel dialogo tra Parlamento e Governo, a delegare interamente alle imprese la definizione delle politiche industriali: “C’è un po’ l’idea di dire: lasciamo fare le imprese”, ha detto, ricordando la risposta ricevuta in passato da un ministro secondo cui “le politiche industriali le fanno le imprese”. Per Fina, invece, è necessario un intervento pubblico che tenga insieme investimenti, filiere e obiettivi normativi, in un contesto globale caratterizzato da quelli che ha definito “capitalismi politici”, in cui i grandi player mondiali combinano indirizzo pubblico e capitale privato. “L’approccio delle politiche industriali, l’idea di un Paese che insieme ai suoi player lavora a far sì che la transizione ecologica dell’economia sia sostenibile e non lasci nessuno indietro, è oggi l’unico possibile”, ha concluso il senatore Pd, sottolineando la necessità di “fare rete tra gli attori del sistema” senza lasciare sole compagnie aeree e aeroporti.

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